La parte più antica del Castello, nato come fortezza su di un'altura, è la grande Torre, dalla quale si controllava un lungo tratto del Po (Cuneulus super Padum). Si ritiene che essa fu fatta costruire dal Re Liutprando intorno al 740 d.C., allorchè Pavia era capitale dei Longobardi, con lo scopo di servire da fortezza di difesa e di presidio sul Po e sulla Via di Monte Bordone, successivamente denominata via Francigena - Romea che collegava il Nord Europa con Roma.  Davanti al fortilizio, verso settentrione, sorge il Borgo (Ricetto), che fu interamente riedificato nel 1600. Esso si connota come un complesso architettonico protetto all'ingresso da un fossato, da due garitte, e da quattro rivellini (torrioni) ai lati estremi.  Il Castello, in poco tempo, a partire dal XIII secolo, divenne uno dei maggiori Feudi Lombardi, su cui si insediarono dapprima i Pusterla, fino a quando, nel 1340, tale famiglia fu coinvolta in una congiura antiviscontea e ferocemente sterminata.  Vennero in seguito i Federici e i Cusani, i quali aumentarono al massimo la potenza del Castello, ricevendo altresì continui privilegi e concessioni dai Re e dai Duchi di Milano. Dal 1700 al 1730 esso fu ampliato e trasformato da Fortezza medioevale in una vera e propria Reggia settecentesca, dove soggiornarono Papi, Imperatori, Re, Principi e Arciduchi.  Ad artisti di scuola tiepolesca venne affidata la realizzazione degli stucchi e dei dipinti che impreziosiscono le sale di rappresentanza del Castello. L'opera fu realizzata per volere e finanziamento del proprietario dell'epoca, il Cardinale Agostino Cusani Visconti (1655 - 1715), che fu Ambasciatore del Papa presso la Repubblica Veneziana ed alla Corte di Luigi XIV a Parigi, nonchè Vescovo di Pavia. A seguito di tale grandiosa opera, il Castello di Chignolo Po venne denominato e conosciuto nel mondo come "la Versailles della Lombardia”. www.castelloprocaccini.it